LIBERTA’ DI RAGIONE OMOFOBICA

“La vertigine del non identificabile, e di ciò che sfugge al ’nostro’ sguardo abituato a semplificare e creare schemi, laddove la complessità e l’imprevisto sono la regola quotidiana, ha delle cadute devastanti in termini etici.”
Martina Guerrini

A gennaio 2013, al liceo classico Foscarini il professore di religione Enrico Pavanello distribuisce agli studenti questo volantino:

enrico_pavanello

cerchiamo di capire perchè i concetti espressi in questo foglio sono scorretti e a tratti profondamente offensivi.


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* La mia scelta viene prima * Ca’ Tron 18 Gennaio: il podcast del dibattito

GRAZIE A TUTT* PER LA BELLISSIMA SERATA!! Anche a chi ha partecipato da lontano! E’ stato bello cospirare insieme 🙂
UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE ALLE FìE E AI FIòI DI Ca Tron Città Aperta, a Je Cri delle Electronic Girls e a Zonachi!

Ecco la registrazione del dibattito > http://www.mixcloud.com/vengoprima/podcast_dibattitola-mia-scelta-viene-prima-catron-18012013/

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Serata d’informazione e cospirazione

manifesto catron vp color

                                                                                                                                                              h. 18.30:  proiezione del video-documentario “La mia scelta viene prima”. La storia di una e di tutte, delle vittime della violenza di chi pretende di sapere cosa è giusto per noi. Uno strumento di denuncia, d’informazione e di lotta, nonché un gesto di vicinanza a chi ha vissuto esperienze simili.

A seguire:
# dibattito
# aperitivo mangia&bevi
# ELECTRONIC GIRLS dj-set
# ZONACHI performance didgeridoo live electronics

Cospiranti spillette e sciarTette vi aspettano. DON’T MISS IT!

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Con chi credete di avere a che fare?

Ricordo che a luglio 2012, quando eravamo nella sala uditori del Consiglio Regionale del Veneto per assistere alla discussione di una legge insensata, c’erano dei tizi del Movimento Per la Vitaccia che spendevano moltissime energie per illuminarci con le loro verità. Uno di loro in particolare, alzando un eloquente dito indice e con perfetto tono paternal-fascista, ci spiegava che noi povere donne non siamo informate, che abbiamo bisogno che qualcuno ci dica come funzionano le cose, che i medici laici (leggi “assassini”) non sono preparati. Gli obiettori anti-abortisti, invece, sanno cosa è giusto, sanno cosa è meglio per noi: per questo possono prendersi la libertà di imporcelo.

Ecco. Leggetevi cosa è successo qualche giorno fa. Accade sempre più spesso. Se un medico, in una situazione di emergenza, si rifiuta di prescrivere un farmaco che è nostro diritto avere e alla fine, dopo lunghe insistenze, fa una ricetta per un medicinale che non è più in commercio, come lo chiamate voi?

Questa è la (dis)informazione che i medici, gli infermieri, gli anestesisti obiettori fanno. Sono brave personcine loro, sempre solerti nel difendere una vita che ancora non esiste, ma altrettanto puntuali nel giudicare e maltrattare una persona che si trovano davanti in carne, ossa e cervello. Perché questa è la loro presunta “morale”.

Mi sembra evidente che dobbiamo essere noi le prime ad informarci su come funziona il nostro corpo, sulla contraccezione che ci rende libere di gestirlo, sui nostri diritti. Per capire quando quest* stronz* ci stanno fregando, ma anche per mettere in chiaro che non siamo le bambine stupide e indifese che a loro piacciono tanto.

QUI trovate il racconto di cosa è successo e alcuni consigli di autodifesa.

QUI un ottimo sito sulla contraccezione.

 

P.S.: quella volta, a luglio, al comando di quell’indice anti-abortista che ci chiamava all’ordine, abbiamo ritenuto doveroso rispondere. Con un elegantissimo dito medio. 😉

 

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Si sa che a noi le tette piacciono sempre

Condividiamo volentieri il video creato da Mu produzioni audiovisive a sostegno dell’Ospedale Valdese di Torino – considerato per la senologia una delle migliori strutture italiane – che la Regione vuole trasformare in casa di riposo: dallo scorso dicembre però non si sa più nulla del destino dell’ospedale.  YouTube e Facebook hanno rimosso il video per violazione della loro netiquette, ovvero contenuto sessuale e nudità: in realtà qui di porno purtroppo non ce n’é, ma lo pubblichiamo ugualmente con piacere.

Di seguito il testo dell’appello.

Nude per il Valdese: Salviamo l’Ospedale

Vogliono chiudere l’Ospedale Evangelico Valdese di Torino, punto di riferimento per la città e la provincia. Un polo di eccellenze che andrebbero disperse nel calderone delle Molinette, andando ad aggravare le già lunghe liste d’attesa per gli interventi. Perchè mentre si sono appena ristrutturate le sale operatorie, e la ristrutturazione ancora in corso con una spesa di oltre sei milioni di euro (nostri soldi), si vuole buttare tutto trasformando la struttura in una casa di riposo? Il Valdese opera ogni anno con 7.000 interventi chirurgici, segue 4500 malati oncologici, effettua 800.000 prestazioni di laboratorio, 600 interventi per tumore al seno. Numeri di tutto rispetto che non giustificano la chiusura del sito. Opponiamoci allo smantellamento della sanità in Piemonte, opponiamoci firmando la pertizione all’assessore Paolo Monferrino: non distruggiamo una struttura che funziona bene per ridurci a peregrinare nella megalopoli ospedale Molinette, dove non ultimo, l’umanità che dimostra quotidianamente il personale tutto, verrebbe annichilita.

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Pillola del giorno dopo: consigli pratici

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Un bel post su cos’è la pillola del giorno dopo, consigli pratici contro l’ostruzionismo ospedaliero, come denunciare i medici che si rifiutano di prescriverla e i farmacisti che si rifiutano di venderla http://osservarosa.blogspot.it/2008/02/pillola-del-giorno-dopo-un-diritto.html.

Tutti i medici SONO OBBLIGATI a prescrivere la pillola del giorno dopo su richiesta, ANCHE SE SONO OBIETTORI perché è UN CONTRACCETTIVO e non un farmaco abortivo. Se si rifiutano minacciate di chiamare i carabinieri e di denunciarli al magistrato. Questo il link con la sentenza del TAR del 2010 che dichiara illecito “di rilevanza penale, disciplinare e/o deontologica” il rifiuto a prescrivere la pillola del giorno dopo e a rilasciare la documentazione per l’I.V.G.

P.s.: un buon criterio per scegliere il cosiddetto medico “di fiducia” è sapere se è obiettore 😉

P.p.s.: una buona strategia per ovviare alle emergenze da “merda è domenica e il mio medico non c’è, non ho l’auto per muovermi in città, le farmacie sono tutte chiuse, panico panico panico” e altre piacevolissime sfortune è: TENERSI UNA CONFEZIONE DA PARTE senza aspettare di averne davvero bisogno per richiederla! Facciamo la stessa cosa con i preservativi vero?

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Stupro a Delhi: la colpa è della società machista

Si è parlato tanto del brutale stupro avvenuto a Delhi la settimana scorsa; storia finita tragicamente ieri con la morte della ragazza per le gravi lesioni riportate. Abbiamo letto molti articoli a riguardo, soprattutto della stampa mainstream, piena di retorica e di banalità.
Tra i tanti pezzi letti mi faceva piacere riportare quello scritto da Abbatto I Muri sulla vicenda.

Il fatto è che ancora una volta sia i media italiani che quelli indiani si sono scagliati contro gli stupratori definendoli come mostri e persone da linciare ed ammazzare, istigando alla violenza becera contro dei singoli, nonché vittimizzando la ragazza (per esempio la Repubblica quando scrive“Ad accendere ulteriormente gli animi, le dichiarazioni delle amiche della 23enne stuprata, secondo le quali la ragazza “doveva sposarsi a febbraio” ), affibbiandole nomi tipo “la figlia della nazione”, non affrontando così davvero il problema. Continue reading

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LA MIA SCELTA VIENE PRIMA

 

Questo video è uno strumento di denuncia, di informazione e di lotta, nonché un gesto di vicinanza a chi ha vissuto esperienze simili.

 

É un invito a difendere con le unghie e con i denti il nostro diritto di scelta, fondamentale tappa del processo di autodeterminazione della donna.

 

Siamo stanche di chi condanna l’aborto senza alcun riguardo per la storia della persona. Ogni donna sa se quello che sta vivendo è il momento giusto oppure no per avere un figlio. Può non esserlo per molti motivi. Possono sorgere conflitti di coppia, ci si può non sentire “predestinate” alla maternità, si ha già il numero di figli desiderato, si è sotto il giogo della precarietà o della disoccupazione e l’assenza di un vero welfare impedisce di fare questa scelta serenamente. Oppure, si è donna single o lesbica che vorrebbe essere madre, ma in questo paese le viene impedito per l’impossibilità di ricorrere alla fecondazione eterologa. Anche per questo riconosciamo in chi condanna l’aborto non  un appello alla “vita”, ma una volontà “normalizzante” rispetto a cosa è o deve essere la famiglia e rispetto a cosa deve essere l’individuo: uomo o donna ed eterosessuale.

 

Il crescente numero di obiettori di coscienza mette a rischio la nostra possibilità di scelta. Lo stigma morale che spesso ci viene addossato da parte di certo personale nelle strutture pubbliche la rende oltremodo difficile.

 

Vogliamo vivere in un paese laico e rifiutiamo qualsiasi interferenza confessionale all’interno delle strutture sanitarie pubbliche. Vogliamo consultori pubblici che forniscano un’informazione corretta sulla sessualità, sulla contraccezione, sulla gestazione, sull’interruzione di gravidanza e su ogni altra questione che riguarda la nostra salute e i nostri diritti. Diritti che non sembrano mai davvero acquisiti, se ciclicamente vengono messi in discussione.

 

Non accettiamo il sistema patriarcale e tradizionale, propagato da stato e chiesa, che impone la famiglia eterosessuale come base della società e diffonde idee sessiste – maternità come destino naturale di ogni donna –  e omofobe – impossibilità per le lesbiche di esercitare il diritto alla maternità.
Non abbiamo bisogno di guardiani della morale, vogliamo scegliere sui nostri corpi.

 

Sulle nostre vite sappiamo scegliere.

 

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RISCHIAMO LA VITA PER COLPA DEI MEDICI OBIETTORI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riceviamo dalla Consultoria Autogestita di Milano e pubblichiamo. Da diffondere!
La Consultoria Autogestita di Milano da oltre diciotto anni si occupa di salute delle donne, fornendo informazioni, indirizzi e supporto 
soprattutto per le richieste più problematiche (sia per l’urgenza della 
richiesta che per la mancanza di punti di riferimento), come 
l’interruzione volontaria di gravidanza.
 A questo scopo abbiamo nel tempo messo a punto una mappatura delle 
strutture milanesi e dell’hinterland a cui poter indirizzare le donne 
con fiducia – strumento tanto più importante quanto più i servizi si
riducono per l’aumentare nei reparti del numero di obiettori di
 coscienza.

A Milano peraltro le modalità di accesso per l’IVG sono – caso
 probabilmente unico in tutta Italia – vincolate ad un assurdo meccanismo
 di “numero chiuso”: al servizio di IVG di ogni ospedale milanese può 
infatti accedere solo un numero limitato di donne, numero diverso da
 struttura a struttura, solo presentandosi in certi orari del giorno, e 
in genere solo in un determinato giorno della settimana; molto spesso le 
file per prenotare l’IVG partono all’alba, nella speranza di non essere 
arrivate troppo tardi.

 A causa di una vicenda recente occorsa ad una nostra utente dobbiamo
 prendere atto che l’obiezione di coscienza sta mettendo in ginocchio
 anche alcune delle strutture “sicure” dove le donne potevano rivolgersi
 contando su un’accoglienza dignitosa e su tempi di attesa accettabili.
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Siamo così ferrate sulla contraccezione?

O c’è ancora qualcosa che ci sfugge, a cui non abbiamo pensato e che magari è utile ripassare?

Condividiamo il post di Diversamente Occupate sulle “pillole” fondamentali per una libera scelta della contraccezione.

 

* PILLOLE DEL GIORNO PRIMA *

Sabato siamo state a un incontro dedicato da Archivia a salute delle donne, sessualità e contraccezione. in tempi come questi se ne parla poco, perché siamo sempre convinte che tutto è già stato detto e fatto, che abbiamo altre urgenze – il lavoro, il reddito, l’emergenza abitativa – urgenze reali ma troppo spesso percepite come se fossero sconnesse dai corpi -, e poi diamo per assodato il nostro modello di ‘sviluppo’ e quindi il fatto che non ci resta che esportare il nostro concetto di libertà sessuale nelle altre parti del mondo o fare educazione sessuale nelle scuole. in realtà della sessualità non se ne sa mai abbastanza, i consultori delle donne sono oggi diventati consultori familiari medicalizzati a cui rivolgersi ‘per emergenza’, a livello sociale e psicologico agiscono ancora innumerevoli stereotipi e condizionamenti normativi nel vivere la sessualità, e soprattutto abbiamo perso il filo della trasmissione dei saperi sui corpi, un filo che c’è assolutamente bisogno di riprendere, a maggior ragione in tempi come questi in cui la corporeità è una dimensione critica. Continue reading

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