Appello per un’azione di Solidarietà Concreta

Dal 2010 ormai prosegue la vertenza delle operaie dello stabilimento della Omsa di Faenza, minacciate di perdere il lavoro per una delocalizzazione della produzione che nulla ha a che vedere con la crisi e tutto ha a che fare con il profitto; la vigilia di Capodanno il gruppo GoldenLady ha comunicato alle 239 lavoratrici ancora occupate che il 12 marzo 2012, alla fine della cassa integrazione, saranno licenziate.
La perdita di qualsiasi scrupolo da parte dell’azienda ha sollevato la giusta  indignazione di molti/e, decis* a solidarizzare con la lotta di queste lavoratrici. Da tempo è partita una campagna di boicottaggio dei prodotti del gruppo che, anche grazie ai social media, sta raggiungendo un notevole livello di diffusione.
Come donne, collettivi e realtà autorganizzate vogliamo diffondere un appello per un’iniziativa congiunta in tutte le città italiane Sabato 28 Gennaio.
Con volantinaggi, striscioni, musica, presidi, flash mob ed ogni altro strumento utile, proponiamo una giornata di informazione e boicottaggio attivo di fronte ai punti vendita del gruppo GoldenLady (Golden Point).
Nel pieno dei saldi, quando all’azienda farebbe gola vendere il più possibile, vogliamo stare nelle strade per ricordare a chi pensa solo al proprio profitto che le scelte di produzione non possono passare sopra le nostre vite.
Diffondiamo questo appello a tutte le realtà organizzate, femministe e non, e alle singole persone che desiderano impegnarsi per dimostrare solidarietà concreta a questa lotta.
Piuttosto che vestire sfruttamento, 
le calze ce le disegneremo sul corpo!
Lavoratrici OMSA
Laboratorio Sguardi Sui Generis (Torino)
Mujeres Libres (Bologna)
VengoPrima! (Venezia) vengoprima.noblogs.org
Le De’Genere (http://de-genere.blogspot.com/)
Femminismo A Sud (femminismo-a-sud.noblogs.org)
Xxd – Rivista di varia donnità (xxdonne.net)
Sconfinamenti (Napoli)
Folpette femministe, antifasciste, antimilitariste – Padova
Minerva Jones & Ginevra (minervajones.blogspot.com)
Centro Sociale Askatasuna (Torino)
Collettivo Universitario Autonomo Torino (cuatorino.org)
Altraagricoltura nord-est Padova
Lavoratrici Slai Cobas
Un altro genere di comunicazione
Lavoratrici, disoccupate di Taranto – Slai cobas
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Sud de-genere (http://suddegenere.wordpress.com/)
Francesca Sanzo (www.francescasanzo.net)
Vincenza Perilli (marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/)
Valentina S. (http://www.consumabili.blogspot.com/)
Franca Treccarichi
Roberta Galeano
Laura Cima
Ferdinanda Vigliani
Melina Caudo
Nicoletta Dosio (Movimento NO TAV)
Antonio Caprari
Frida Alberti
Tiziana Musto
Micol Cavuoto
Claudia Adami
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NO AI PACCHI DI NATALE! CA’ TRON NON SI SGOMBERA!

Ieri, 23 dicembre, abbiamo appreso che è in corso un tentativo da parte del rettorato sgomberare Ca’ Tron, una sede dello IUAV di Venezia occupata da quasi un anno e con cui da alcuni mesi abbiamo iniziato a condividere non solo uno spazio ma anche lotte e desideri.

Ca’ Tron è un’importante riferimento contro la svendita del patrimonio cittadino, contro i tagli all’istruzione, contro la pianificazione territoriale speculativa e allo stesso tempo è un posto dinamico, ricco di eventi culturali e aperto a tutte le persone che hanno voglia di contribuire e partecipare alla sua costruzione.

Anche se la nostra esperienza a Ca’ Tron è ancora agli inizi ci teniamo a dire come ci sia stata da parte delle e degli occupanti apertura, disponibilità e curiosità verso il nostro collettivo e come non sia scontato e facile per un collettivo femminista e lesbico riscontrare queste caratteristiche in uno spazio sociale misto.

Noi tutte difendiamo l’occupazione di Ca’ Tron come spazio vitale di dialogo e di confronto culturale e politico, convinte che delle minacce di sgombero non siano e non saranno mai sufficienti a fermare la forza di questo spazio di relazioni e di autogestione.

QUESTA SERA TUTT@ A CA’ TRON ALLA VEGLIA NATALIZIA ANTISGOMBERO!

collettivo femminista & lesbico VengoPrima!

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CI AVETE SCOCCIATE!

25 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SU TRANS, IMMIGRATE, SEX WORKERS, STUDENTESSE, LESBICHE, ETERO, LAVORATRICI E PRECARIE.

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Flash mob veneziano alle 12:00 al ponte di calatrava – Venezia

Flash mob mestrino alle 16:00 in piazzetta zorzetto (di fianco al centro le Barche) – Mestre

Ne parliamo poi con tutti quelli che sono interessati a ca tron dalle 19:00.
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NON LASCIARTI IMBAVAGLIARE DALLA VIOLENZA: RIBELLATI!!

 

collettivo femminista&lesbico VengoPrima!

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Comunicato dell’assemblea plenaria del Feminist Blog Camp contro gli attacchi regionali all’autodeterminazione delle donne

 

Siamo donne, ragazze, studentesse, precarie, disoccupate, provenienti da differenti città, appartenenti a collettivi di genere e percorsi di autodeterminazione. Da tempo siamo impegnate nelle nostre regioni a contrastare quelle politiche sociosanitarie che minano, seppur in modi differenti, l’autodeterminazione delle donne in tema di scelta di maternità; in particolare l’introduzione del volontariato pro vita nei consultori e la privatizzazione dei servizi sanitari che si accompagnano a quella capillare diffusione dell’obiezione di coscienza come vero e proprio dispositivo per normare le nostre condotte e sessualità. Il Feminist Blog Camp è stata per noi occasione di incontro e condivisione. Un incontro dal quale non abbiamo potuto che trarre conferma all’idea che questi attacchi siano assolutamente trasversali e che le singole regioni rappresentino il laboratorio di un disegno più ampio, volto a generalizzare questo modello sociosanitario in tutta Italia.

La nostra risposta politica dunque non può che essere unitaria, intersecando i singoli percorsi di lotta regionali: quelli relativi alle normative sui consultori, all’iter della pillola RU486 e quello dell’interruzione volontaria di gravidanza, contro l’introduzione del movimento per la vita nei consultori, al quale ribadiamo che non daremo alcuno spazio. Intendiamo dunque coordinarci su due livelli, uno informativo rispetto alle condizioni delle singole regioni, l’altro volto a individuare una linea comune di contrasto verso quanto sta accadendo.

Vogliamo perciò costruire delle tappe di confluenza delle rispettive lotte nei nostri luoghi di battaglia, nelle scuole, nelle università, nei consultori, per dare vita ad una rete, nella speranza che il percorso intrapreso conduca ad un momento di confronto e lotta unitario.

Nessuno spazio al movimento per la vita in ospedali, consultori e scuole!

Fuori gli obiettori dalle nostre vite!

 

Assemblea plenaria Feminist Blog Camp

Laboratorio Sguardi sui Generis – Torino

Le Ribellule – Roma

Mujeres Libres – Bologna

Consultoria Autogestita – Milano

Assemblea Le De’Genere – Terni

Femminismo a Sud

xxd – rivista di varia donnità

Vengoprima! – Venezia

Frequenze di genere – Bologna

Femminile Plurale

Un altro genere di comunicazione

Collettivo LeGrif – Pisa

Comitato Donne 13 Febbraio – Pisa

women.it/Orlando

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VengoPrima! al #femblogcamp

C’eravamo anche noi al Feminist Blog Camp di Torino lo scorso weekend e, come hanno scritto molte altre donne che erano lì, i workshop e l’atmosfera non solo ci sono piaciuti moltissimo ma ci hanno dato una nuova carica per affrontare il nuovo anno. Il nostro collettivo vive e lotta nella realtà veneziana da ormai cinque lunghi anni, anni fatti di alti e bassi, di grandi battaglie e di momenti di autoformazione e di riflessione. Ci siamo sentite più che felici di partecipare a questi tre giorni non solo perché il nostro blog è in piedi fin dall’inizio del nostro collettivo, ma anche perché ci è sembrato doveroso riprendere i contatti con i vari collettivi femministi italiani e anche con le numerosissime donne che scrivono e comunicano via internet.

I new media sono una grandissima risorsa per i movimenti che sorgono dal basso e che nascono da realtà piccole e si vogliono confrontare a livello nazionale ed internazionale, costruendo magari battaglie comuni e trovando una rete di supporto allargata. Il movimento femminista è solito ad alternare momenti di grande partecipazione e lotta a momenti di quasi silenzio e questo è dovuto un po’ al fatto che le donne hanno la tendenza a mobilitarsi solo nei momenti di emergenza, un po’ dal fatto che i collettivi femministi sono delle realtà abbastanza piccole e molto sparse nel territorio ma anche alla mancanza (almeno fino ad ora) di una rete di contatti forte che riesca a coordinare le nostre lotte a livello più ampio, che riesca a mobilitare in poco tempo, in maniera condivisa, diverse realtà sparse nel Paese e nel mondo.
Il #femblogcamp ci ha fatto sentire che non siamo sole a lottare, ci ha dato nuova energia e una nuova prospettiva di azione, una visione di insieme che oltre ad internet ci ha permesso di iniziare a riflettere anche sul post-porno e di avere nuovi spunti sul tema della sessualità.

Al #femblogcamp si è parlato di come internet non sia neutro, di come in realtà il sessismo si insinui nei gangli dei criteri di ricerca di Google il quale si professa oggettivo ed universale ma che invece suggerisca risultati di ricerca fortemente machisti e sicuramente non neutri. L’importanza inoltre del diritto di cittadinanza digitale, di essere visibili e di far sentire la nostra voce nella rete, la quale si dice orizzontale ed inclusiva ma che in realtà viene governata da lobby che controllano il flusso di notizie alle quali gli utenti possono accedere. Un esempio è la questione dei certificati di autorizzazione che decidono se un sito è sicuro o no solo in base a chi intercede per esso e dunque una piattaforma come inventati.org, che si auto-certifica, riscontra dei problemi di “sbirri sul monitor” ogni volta che qualcuno vuole navigare sul portale. Un altro esempio sono la lobby di “blog star” che citandosi e re-linkandosi a vicenda acquistano credibilità e visibilità finendo nei primi risultati quando si cerca sul motore di ricerca, permettendosi di screditare e lasciare al margine chi cerca di fare controinformazione.

Torino ci ha dato anche l’opportunità di portare la nostra esperienza nella battaglia per la difesa della legge 194 come uno degli esempi per le mobilitazioni in difesa dei consultori, sotto attacco dei movimenti antiabortisti, in Piemonte, ma anche in Lombardia e in Lazio. Vogliamo che le lotte per la difesa del nostro corpo possano essere generalizzate e riportate alla ribalta in tutt’Italia, vogliamo che, soprattutto in periodo di crisi economica, non ci si dimentichi che le donne sono sempre quelle che subiscono in maggior misura i tagli, la disoccupazione e gli attacchi alla dignità e salute.

La rete da anche notevoli vantaggi e può essere un ottimo strumento per costruire contatti, battaglie comuni, scambio di idee e visibilità. Come hanno ricordato le donne di women.it l’importante è esserci, con contenuti, con collegamenti, con tag e hashtag femministe, con le nostre idee e con le nostre azioni. Fare rete in maniera più ampia, attraverso iniziative comuni ma anche con la condivisione di informazioni che ci unisca in una maniera organica, fare sentire che ci siamo, che non veniamo fuori solo nelle occasioni eclatanti ma che tutte facciamo mille battaglie personali e che non dobbiamo né uscire dal silenzio né pensare che se non ora quando, ma dire e rivendicare che in silenzio non ci siamo mai state e che non è ora ma è sempre!

@VengoPrima!

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MERCOLEDI’ 12 GENNAIO H 18.00 – Palazzina Briati – Venezia – “LE RELAZIONI PERICOLOSE: MATRIMONI E DIVORZI TRA FEMMINISMO E MARXISMO” …Incontro con Cinzia Arruzza – autrice del libro

Il femminismo ha modificato le società moderne permettendo alle donne di conquistare diritti e partecipare alla vita politica. Nel corso della sua storia si è incontrato e scontrato con la cultura della sinistra a cominciare dal marxismo.
Il libro analizza i matrimoni e i divorzi tra questi due pensieri e le risposte divergenti offerte nel corso della storia dalle teoriche femministe: si è tentato di fare dell’oppressione di genere un’estensione del rapporto di sfruttamento, di leggere i rapporti tra uomini e donne in termini di antagonismo di classe, o ancora di affermare la priorità dell’oppressione patriarcale rispetto allo sfruttamento capitalista. L’autrice propone di superare la vecchia dialettica delle “priorità”, analizzando la trasformazione delle logiche patriarcali durante il capitalismo e individuando gli intrecci tra rapporti di sfruttamento, dominio e oppressione.

Cinzia Arruzza è Assistant Professor of Philosophy alla New School for Social Research a New York. Ha curato per Edizioni Alegre i volumi Pensare con Marx, ripensare Marx. Teorie per il nostro tempo (2008) e Cosa vogliamo? Vogliamo tutto. Il Sessantotto quarant’anni dopo (2008), e ha tradotto per Ponte alle Grazie e Alegre alcuni libri di Slavoj Žižek e Daniel Bensaïd.

MERCOLEDI’ 12 GENNAIO  H 18.00- PALAZZINA BRIATI- DORSODURO VENEZIA

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25 APRILE

Il 25 aprile vogliamo celebrare la memoria della resistenza di tutte quelle donne e quelle lesbiche che pagarono con la vita la disobbedienza a un regime che ne soffocava la dignità e la libertà. Quella storia ci appartiene e non è certo finita. Per noi, donne e lesbiche, la resistenza è, ancora oggi, al fascismo in tutte le sue forme: violenza, sopraffazione, negazione di diritti, discriminazione.

La nostra pratica antifascista vive nell’antisessismo quotidiano, perché siamo convinte che non si possa praticare l’antifascismo senza interrogarsi e combattere contro sessismo, eterosessismo e machismo. Lottiamo contro queste logiche di controllo, di coercizione e di sopraffazione, espressioni di cultura fascista, che permeano le leggi dello stato e, subdolamente mascherate, influenzano anche le nostre relazioni e i nostri vissuti.

Il 25 aprile lottiamo per liberarci  da FASCISMO, RAZZISMO, SESSISMO e OMOFOBIA.

Liberiamoci dalla famiglia patriarcale e dalla maternità “imposta come dovere”, non come  scelta consapevole.  Lottiamo CONTRO l’integralismo bigotto e ipocrita della chiesa, CONTRO la strumentalizzazione politica dei nostri corpi come “facile e comodo” canale di consenso elettorale in una retorica FASCISTA che cerca di limitare la capacità di scelta autonoma ed indipendente delle donne.

Contro i continui attacchi alla nostra libertà di scegliere se e come abortire, contro il tentativo di boicottaggio della pillola RU-486,
parteciparemo anche alla manifestazione LIBERE DI SCEGLIERE, in occasione del primo consiglio della giunta Zaia, lunedì 26 aprile ore 10.00 a Palazzo  Ferro Fini, sede della regione!!

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LINESteriotipi

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Il sesso e il genere

L’esclusione delle donne nelle società moderne

Il sesso e il genere. L’esclusione delle donne nelle società moderne. Di Eleni Varikas, EdizioniAlegre.

Cos’è il genere? Su quali presupposti e principi teorici si fonda? Quali griglie di lettura abbiamo per pensare la “differenza tra i sessi?” Quali concetti permettono di comprendere le logiche di esclusione delle donne nelle società moderne?

Al di là del determinismo biologico, questo libro analizza la categoria del sesso in termini di rapporti sociali e di potere. Con un approccio che sottolinea le “diffenziazioni” piuttosto che “la differenza”, l’autrice mette in luce come il genere sia storicamente un principio organizzatore della politica, che ordina la diversità umana in due gruppi costituiti in modo gerarchico e autoritario. Sesso e genere possono invece essere ripensati come ricerca di modalità di autodefinizione democratica delle cittadine e dei cittadini.

AUTRICE: Eleni Varikas, di doppia cittadinanza greca e francese, insegna scienze politiche e teoria di genere all’Università Paris VIII ed è ricercatrice al Cnrs. La sua opera Penser le sexe et le genre, qui tradotta, è stata pubblicata da Puf, Paris 2006. I suoi scritti sono stati tradotti in inglese, tedesco,  portoghese, spagnolo, turco e greco. La sua pubblicazione più recente è Les rebuts du monde. Figures du paria, Stock, Paris 2007

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8 marzo 2009

È l’8 marzo ma non c’è nulla da festeggiare.
Le violenze e gli stupri contro le donne sono all’ordine del giorno e la cultura patriarcale e sessista le strumentalizza per giustificare i pacchetti-sicurezza xenofobi e razzisti.

La donna è la prima vittima della crisi economica: la detassazione dello straordinario è stata finanziata con i fondi destinati ai progetti e ai centri contro la violenza. E’ stata cancellata la legge contro le dimissioni in bianco, è stata innalzata a 65 anni l’età per poter far andare in pensione le donne e il governo si sta preparando per ridurre i tempi per i congedi di maternità.

Perdura l’emergenza dei consultori pubblici nella nostra regione, costantemente sotto attacco: si chiudono consultori e si riducono gli orari in continuazione; l’obiezione di coscienza all’interruzione di gravidanza, in Veneto attorno al 90% dei medici, obbliga le donne ad inaccettabili ritardi nelle prestazioni o addirittura alla migrazione verso le strutture sanitarie di altre regioni. E adesso la Regione Veneto ha pure emanato una delibera affinché ai consultori si affianchino le strutture del “Movimento Per la Vita”, organizzazione confessionale antiabortista che già da alcuni anni prova ad imporre la sua presenza moralistica nelle strutture dove si pratica la IVG. Oltretutto verrebbero pagati con i soldi pubblici!!

DAVANTI A TUTTO QUESTO NOI OGGI SCEGLIAMO LA LOTTA!!

Contro la violenza su donne e lesbiche, contro le politiche del lavoro sessiste e discriminatorie nei confronti delle donne  e contro le politiche sicuritarie razziste.
Per il potenziamento dei consultori pubblici, laici e gratuiti, rispettosi delle scelte delle donne; vogliamo più accessibilità a contraccettivi e alla RU486 e provvedimenti volti a garantire la presenza costante di medici non obiettori in qualsiasi struttura che pratichi l’interruzione volontaria di gravidanza.

PER UN OTTO MARZO CONTRO LE INGERENZE VATICANE SUI NOSTRI CORPI

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