Il sesso e il genere

Inviato da vengoprima | 25 Mar, 2009

L'esclusione delle donne nelle società moderne

l sesso e il genere. L'esclusione delle donne nelle società moderne. Di Eleni Varikas, EdizioniAlegre.

 

 

Cos’è il genere? Su quali presupposti e principi teorici si fonda? Quali griglie di lettura abbiamo per pensare la “differenza tra i sessi?” Quali concetti permettono di comprendere le logiche di esclusione delle donne nelle società moderne?

Al di là del determinismo biologico, questo libro analizza la categoria del sesso in termini di rapporti sociali e di potere. Con un approccio che sottolinea le “diffenziazioni” piuttosto che “la differenza”, l’autrice mette in luce come il genere sia storicamente un principio organizzatore della politica, che ordina la diversità umana in due gruppi costituiti in modo gerarchico e autoritario. Sesso e genere possono invece essere ripensati come ricerca di modalità di autodefinizione democratica delle cittadine e dei cittadini.

 

AUTRICE: Eleni Varikas, di doppia cittadinanza greca e francese, insegna scienze politiche e teoria di genere all’Università Paris VIII ed è ricercatrice al Cnrs. La sua opera Penser le sexe et le genre, qui tradotta, è stata pubblicata da Puf, Paris 2006. I suoi scritti sono stati tradotti in inglese, tedesco,  portoghese, spagnolo, turco e greco. La sua pubblicazione più recente è Les rebuts du monde. Figures du paria, Stock, Paris 2007

 

8 marzo 2009

Inviato da vengoprima | 9 Mar, 2009

È l’8 marzo ma non c’è nulla da festeggiare.
Le violenze e gli stupri contro le donne sono all’ordine del giorno e la cultura patriarcale e sessista le strumentalizza per giustificare i pacchetti-sicurezza xenofobi e razzisti.

La donna è la prima vittima della crisi economica: la detassazione dello straordinario è stata finanziata con i fondi destinati ai progetti e ai centri contro la violenza. E’ stata cancellata la legge contro le dimissioni in bianco, è stata innalzata a 65 anni l’età per poter far andare in pensione le donne e il governo si sta preparando per ridurre i tempi per i congedi di maternità.

Perdura l’emergenza dei consultori pubblici nella nostra regione, costantemente sotto attacco: si chiudono consultori e si riducono gli orari in continuazione; l’obiezione di coscienza all’interruzione di gravidanza, in Veneto attorno al 90% dei medici, obbliga le donne ad inaccettabili ritardi nelle prestazioni o addirittura alla migrazione verso le strutture sanitarie di altre regioni. E adesso la Regione Veneto ha pure emanato una delibera affinché ai consultori si affianchino le strutture del “Movimento Per la Vita”, organizzazione confessionale antiabortista che già da alcuni anni prova ad imporre la sua presenza moralistica nelle strutture dove si pratica la IVG. Oltretutto verrebbero pagati con i soldi pubblici!!

DAVANTI A TUTTO QUESTO NOI OGGI SCEGLIAMO LA LOTTA!!

Contro la violenza su donne e lesbiche, contro le politiche del lavoro sessiste e discriminatorie nei confronti delle donne  e contro le politiche sicuritarie razziste.
Per il potenziamento dei consultori pubblici, laici e gratuiti, rispettosi delle scelte delle donne; vogliamo più accessibilità a contraccettivi e alla RU486 e provvedimenti volti a garantire la presenza costante di medici non obiettori in qualsiasi struttura che pratichi l’interruzione volontaria di gravidanza.

PER UN OTTO MARZO CONTRO LE INGERENZE VATICANE SUI NOSTRI CORPI

IL PATRIARCATO C'E' L'HA INSEGNATO LO STUPRATORE E' PROGRAMMATO!

Inviato da vengoprima | 14 Feb, 2009

Giovedì a Venezia si è tenuto un rumoroso e lumiso corteo contro la violenza degli uomini sulle donne. Il corteo, che ha fatto sfilare assieme le donne dell'ass.194, donne veneziane e alcune giovani studentesse, ha sicuramente attirato l'attenzione delle molte lavoratrici che proprio a quell'ora transitano per piazzale roma per tornare a casa dal lavoro. Molte sono state quelle che pur non partecipando al corteo si sono fermate un pò, hanno chiesto informazioni e preso dei volantini.

Dopo un lungo sit in corteo ci siamo lentamente spostate verso campo S.Geremia dove ci sono stati gli internenti finali ed è stato distribuito alle partecipanti una piccola guida di autodifesa.

le foto di maria:009_01_12 CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

 

 

12 FEBBRAIO H.18.30 P.LE ROMA - VENEZIA - CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

Inviato da vengoprima | 8 Feb, 2009

Una donna su tre al mondo è vittima di stupri e di violenze per mano maschile.   Da un'indagine Istat del 2006 emerge che in Italia 7 milioni di donne tra i 14 e i 59 anni hanno subito violenza, fisica o sessuale, nel corso della loro vita, dentro e fuori la famiglia.  Gli stupri e i tentati stupri avvengono ad opera di familiari. Solo il 3,5% avviene per mano di estranei. Più frequentemente si tratta di amici (23,8%), conoscenti (12,3%), fidanzati o ex fidanzati (17,4%), mariti o ex mariti (20,2%).  I luoghi più a rischio sono i più familiari. Solo il 21% delle violenze sessuali avviene per strada. Nel resto si tratta di casa propria, di case di amici, di parenti o dell’aggressore.   Quando avviene la violenza sessuale, questa è spesso violenza ripetuta e le donne non se la sentono di denunciarla nel 90% dei casi. 
Un terzo delle donne non ne parla con nessuno.
QUESTI NON SONO NUMERI ASTRATTI, QUELLE DONNE SIAMO NOI ! ! !
Le donne, fin dalla più tenera età, sono condizionate ad accettare di recitare dei “ruoli”: essi comprendono stili di comportamento, attitudini, valutazioni, giudizi morali. Questo sistema dei ruoli è continuamente reiterato ed incoraggiato dai prodotti culturali, dai media, persino dai programmi scolastici. L’addestramento sociale su quanto si conviene alle donne e quanto si conviene agli uomini insegna alle prime ad essere vittime, ed ai secondi ad essere aggressori.  L’alta incidenza degli stupri e delle violenze sulle donne è semplicemente uno dei risultati dello sbilanciamento di potere fra uomini e donne. Ci si attende che le donne assumano, nei riguardi degli uomini, un atteggiamento subordinato in quanto ritenute inferiori:  di conseguenza, lo stupro non è che una logica estensione di tale rapporto di dominio.
DENUNCIAMO la cultura dello ‘stupro’ di cui si nutre la società patriarcale! 
VOGLIAMO abbattere la relazione di dominio fra uomini e donne, condurre una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato, maschilismo, sessismo e omofobia, per cominciare a costruire un nuovo patto di convivenza tra uomini, donne, lesbiche, gay, trans!
Casi recenti dimostrano inoltre come i media e le alte cariche istituzionali vorrebbero portare le donne a pensare che un toccamento casuale o un commento a sfondo sessuale non siano altro che una forma di elogio alla loro “desiderabilità”. La mancanza di chiarezza su cosa sia un comportamento insultante per una donna e l’ambivalenza con cui i media considerano questi fenomeni, fanno sì che essi non vengano riconosciuti come aggressioni.
DENUNCIAMO la mistificazione della violenza maschile agita attraverso un linguaggio sessista e rispondente ai desideri maschili!
Le istituzioni e i media ancora una volta non hanno alcun ritegno nell’usare le donne che subiscono violenza per parlare di altro e per distogliere l’attenzione dal fatto che la violenza contro le donne la compiono sempre uomini di qualunque nazionalità e classe sociale essi siano.
DENUNCIAMO  LA VIOLENZA MASCHILE COME QUESTIONE POLITICA CONTRO LA NOSTRA  LIBERTA' E NON COME EMERGENZA PER LEGITTIMARE IL NUOVO PACCHETTO SICUREZZA (ddl733)  ESPRESSIONE DI UNA POLITICA ESPLICITAMENTE RAZZISTA che individua nelle persone migranti il pericolo e nelle donne il soggetto debole da difendere.
Diciamo NO ad uno stato di paura che ci vuole docili, creato ad arte per tenerci chiuse in casa e sul nostro posto di lavoro. Scendiamo nelle strade, trasformando la nostra rabbia in lotta, riprendiamoci la notte e liberiamo le nostre città!

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 (Continua)

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