25 APRILE

Inviato da vengoprima | 26 Apr, 2010

Il 25 aprile vogliamo celebrare la memoria della resistenza di tutte quelle donne e quelle lesbiche che pagarono con la vita la disobbedienza a un regime che ne soffocava la dignità e la libertà. Quella storia ci appartiene e non è certo finita. Per noi, donne e lesbiche, la resistenza è, ancora oggi, al fascismo in tutte le sue forme: violenza, sopraffazione, negazione di diritti, discriminazione.

La nostra pratica antifascista vive nell’antisessismo quotidiano, perché siamo convinte che non si possa praticare l’antifascismo senza interrogarsi e combattere contro sessismo, eterosessismo e machismo. Lottiamo contro queste logiche di controllo, di coercizione e di sopraffazione, espressioni di cultura fascista, che permeano le leggi dello stato e, subdolamente mascherate, influenzano anche le nostre relazioni e i nostri vissuti.

Il 25 aprile lottiamo per liberarci  da FASCISMO, RAZZISMO, SESSISMO e OMOFOBIA.

Liberiamoci dalla famiglia patriarcale e dalla maternità “imposta come dovere”, non come  scelta consapevole.  Lottiamo CONTRO l’integralismo bigotto e ipocrita della chiesa, CONTRO la strumentalizzazione politica dei nostri corpi come “facile e comodo” canale di consenso elettorale in una retorica FASCISTA che cerca di limitare la capacità di scelta autonoma ed indipendente delle donne.

Contro i continui attacchi alla nostra libertà di scegliere se e come abortire, contro il tentativo di boicottaggio della pillola RU-486, 
parteciparemo anche alla manifestazione LIBERE DI SCEGLIERE, in occasione del primo consiglio della giunta Zaia, lunedì 26 aprile ore 10.00 a Palazzo  Ferro Fini, sede della regione!!

LINESteriotipi

Inviato da vengoprima | 8 Mar, 2010

 

 


 

Il sesso e il genere

Inviato da vengoprima | 25 Mar, 2009

L'esclusione delle donne nelle società moderne

l sesso e il genere. L'esclusione delle donne nelle società moderne. Di Eleni Varikas, EdizioniAlegre.

 

 

Cos’è il genere? Su quali presupposti e principi teorici si fonda? Quali griglie di lettura abbiamo per pensare la “differenza tra i sessi?” Quali concetti permettono di comprendere le logiche di esclusione delle donne nelle società moderne?

Al di là del determinismo biologico, questo libro analizza la categoria del sesso in termini di rapporti sociali e di potere. Con un approccio che sottolinea le “diffenziazioni” piuttosto che “la differenza”, l’autrice mette in luce come il genere sia storicamente un principio organizzatore della politica, che ordina la diversità umana in due gruppi costituiti in modo gerarchico e autoritario. Sesso e genere possono invece essere ripensati come ricerca di modalità di autodefinizione democratica delle cittadine e dei cittadini.

 

AUTRICE: Eleni Varikas, di doppia cittadinanza greca e francese, insegna scienze politiche e teoria di genere all’Università Paris VIII ed è ricercatrice al Cnrs. La sua opera Penser le sexe et le genre, qui tradotta, è stata pubblicata da Puf, Paris 2006. I suoi scritti sono stati tradotti in inglese, tedesco,  portoghese, spagnolo, turco e greco. La sua pubblicazione più recente è Les rebuts du monde. Figures du paria, Stock, Paris 2007

 

8 marzo 2009

Inviato da vengoprima | 9 Mar, 2009

È l’8 marzo ma non c’è nulla da festeggiare.
Le violenze e gli stupri contro le donne sono all’ordine del giorno e la cultura patriarcale e sessista le strumentalizza per giustificare i pacchetti-sicurezza xenofobi e razzisti.

La donna è la prima vittima della crisi economica: la detassazione dello straordinario è stata finanziata con i fondi destinati ai progetti e ai centri contro la violenza. E’ stata cancellata la legge contro le dimissioni in bianco, è stata innalzata a 65 anni l’età per poter far andare in pensione le donne e il governo si sta preparando per ridurre i tempi per i congedi di maternità.

Perdura l’emergenza dei consultori pubblici nella nostra regione, costantemente sotto attacco: si chiudono consultori e si riducono gli orari in continuazione; l’obiezione di coscienza all’interruzione di gravidanza, in Veneto attorno al 90% dei medici, obbliga le donne ad inaccettabili ritardi nelle prestazioni o addirittura alla migrazione verso le strutture sanitarie di altre regioni. E adesso la Regione Veneto ha pure emanato una delibera affinché ai consultori si affianchino le strutture del “Movimento Per la Vita”, organizzazione confessionale antiabortista che già da alcuni anni prova ad imporre la sua presenza moralistica nelle strutture dove si pratica la IVG. Oltretutto verrebbero pagati con i soldi pubblici!!

DAVANTI A TUTTO QUESTO NOI OGGI SCEGLIAMO LA LOTTA!!

Contro la violenza su donne e lesbiche, contro le politiche del lavoro sessiste e discriminatorie nei confronti delle donne  e contro le politiche sicuritarie razziste.
Per il potenziamento dei consultori pubblici, laici e gratuiti, rispettosi delle scelte delle donne; vogliamo più accessibilità a contraccettivi e alla RU486 e provvedimenti volti a garantire la presenza costante di medici non obiettori in qualsiasi struttura che pratichi l’interruzione volontaria di gravidanza.

PER UN OTTO MARZO CONTRO LE INGERENZE VATICANE SUI NOSTRI CORPI

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