VengoPrima! al #femblogcamp

C’eravamo anche noi al Feminist Blog Camp di Torino lo scorso weekend e, come hanno scritto molte altre donne che erano lì, i workshop e l’atmosfera non solo ci sono piaciuti moltissimo ma ci hanno dato una nuova carica per affrontare il nuovo anno. Il nostro collettivo vive e lotta nella realtà veneziana da ormai cinque lunghi anni, anni fatti di alti e bassi, di grandi battaglie e di momenti di autoformazione e di riflessione. Ci siamo sentite più che felici di partecipare a questi tre giorni non solo perché il nostro blog è in piedi fin dall’inizio del nostro collettivo, ma anche perché ci è sembrato doveroso riprendere i contatti con i vari collettivi femministi italiani e anche con le numerosissime donne che scrivono e comunicano via internet.

I new media sono una grandissima risorsa per i movimenti che sorgono dal basso e che nascono da realtà piccole e si vogliono confrontare a livello nazionale ed internazionale, costruendo magari battaglie comuni e trovando una rete di supporto allargata. Il movimento femminista è solito ad alternare momenti di grande partecipazione e lotta a momenti di quasi silenzio e questo è dovuto un po’ al fatto che le donne hanno la tendenza a mobilitarsi solo nei momenti di emergenza, un po’ dal fatto che i collettivi femministi sono delle realtà abbastanza piccole e molto sparse nel territorio ma anche alla mancanza (almeno fino ad ora) di una rete di contatti forte che riesca a coordinare le nostre lotte a livello più ampio, che riesca a mobilitare in poco tempo, in maniera condivisa, diverse realtà sparse nel Paese e nel mondo.
Il #femblogcamp ci ha fatto sentire che non siamo sole a lottare, ci ha dato nuova energia e una nuova prospettiva di azione, una visione di insieme che oltre ad internet ci ha permesso di iniziare a riflettere anche sul post-porno e di avere nuovi spunti sul tema della sessualità.

Al #femblogcamp si è parlato di come internet non sia neutro, di come in realtà il sessismo si insinui nei gangli dei criteri di ricerca di Google il quale si professa oggettivo ed universale ma che invece suggerisca risultati di ricerca fortemente machisti e sicuramente non neutri. L’importanza inoltre del diritto di cittadinanza digitale, di essere visibili e di far sentire la nostra voce nella rete, la quale si dice orizzontale ed inclusiva ma che in realtà viene governata da lobby che controllano il flusso di notizie alle quali gli utenti possono accedere. Un esempio è la questione dei certificati di autorizzazione che decidono se un sito è sicuro o no solo in base a chi intercede per esso e dunque una piattaforma come inventati.org, che si auto-certifica, riscontra dei problemi di “sbirri sul monitor” ogni volta che qualcuno vuole navigare sul portale. Un altro esempio sono la lobby di “blog star” che citandosi e re-linkandosi a vicenda acquistano credibilità e visibilità finendo nei primi risultati quando si cerca sul motore di ricerca, permettendosi di screditare e lasciare al margine chi cerca di fare controinformazione.

Torino ci ha dato anche l’opportunità di portare la nostra esperienza nella battaglia per la difesa della legge 194 come uno degli esempi per le mobilitazioni in difesa dei consultori, sotto attacco dei movimenti antiabortisti, in Piemonte, ma anche in Lombardia e in Lazio. Vogliamo che le lotte per la difesa del nostro corpo possano essere generalizzate e riportate alla ribalta in tutt’Italia, vogliamo che, soprattutto in periodo di crisi economica, non ci si dimentichi che le donne sono sempre quelle che subiscono in maggior misura i tagli, la disoccupazione e gli attacchi alla dignità e salute.

La rete da anche notevoli vantaggi e può essere un ottimo strumento per costruire contatti, battaglie comuni, scambio di idee e visibilità. Come hanno ricordato le donne di women.it l’importante è esserci, con contenuti, con collegamenti, con tag e hashtag femministe, con le nostre idee e con le nostre azioni. Fare rete in maniera più ampia, attraverso iniziative comuni ma anche con la condivisione di informazioni che ci unisca in una maniera organica, fare sentire che ci siamo, che non veniamo fuori solo nelle occasioni eclatanti ma che tutte facciamo mille battaglie personali e che non dobbiamo né uscire dal silenzio né pensare che se non ora quando, ma dire e rivendicare che in silenzio non ci siamo mai state e che non è ora ma è sempre!

@VengoPrima!

About vengoprima

Dal 2006 a Venezia ci battiamo contro il sessismo, l'omofobia, la lesbofobia, la violenza di genere attraverso ogni mezzo disponibile creando un discorso organico che vada dalle lotte sul territorio per la difesa dei diritti delle donne, alla comprensione di una soggettività più complessa e queer.
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