Verso la due giorni di incontri femministi di Roma

Inviato da vengoprima | 20 Feb, 2008

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Dopo la grande manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile, il som-movimento femminista e lesbico che l’ha organizzata si è incontrato sabato 12 gennaio a Roma in un’assemblea nazionale molto viva e partecipata. Per dare continuità al protagonismo politico delle donne, l’assemblea ha rilanciato con un incontro nazionale di confronto ed elaborazione, di due giorni, il 23 e 24 febbraio a Roma.

Aborto, la fuga delle donne

Inviato da vengoprima | 16 Feb, 2008

 

Interruzione di gravidanza, strutture in crisi «Attese e umiliazioni».  E tante vanno all’estero 

«Le prenotazioni per la legge 194 sono esaurite. Riprenderanno il 19 febbraio dalle 11 alle 12». Così la segreteria telefonica dell’ospedale Macedonio Melloni, tra i più importanti di Milano. Inutile meravigliarsi. Prendere un appuntamento per interrompere la gravidanza è solo l’inizio dell’odissea che le donne devono affrontare per abortire oggi in Italia. Un percorso a ostacoli tra ambulatori aperti solo un’ora alla settimana, accettazioni a numero chiuso, colloqui, visite ginecologiche ed ecografie che costringono ad andare in ospedale anche quattro volte, liste d’attesa che superano i 15 giorni almeno in un caso su due, l’insistenza dei volontari del Movimento per la vita in corsia, umiliazioni emblematiche come il cartello con la scritta «Interruzioni di gravidanza» appeso ai lettini delle donne in procinto di abortire al Niguarda, eliminato solo dopo l’intervento dei sindacati dell’ospedale milanese. L’irruzione della polizia al Federico II di Napoli dopo un aborto terapeutico è la punta dell’iceberg di un fenomeno che spinge sempre più donne a rivolgersi a cliniche estere. In fuga dall’Italia per abortire.I viaggi dell’aborto  (Continua)

FUORI LA CHIESA E LA POLIZIA DAGLI OSPEDALI - 2 PARTE

Inviato da vengoprima | 16 Feb, 2008

 

Il giorno di “san” Valentino è stato trasformato, suo malgrado, in un giorno liberato dal vaticano e dalla repressione. Quanto è avvenuto a Napoli, dove una donna è stata raggiunta dalla polizia che con un vero e proprio blitz è piombata nella stanza dove era appena avvenuto un regolare aborto terapeutico, non è che la punta dell’iceberg di un clima creato ad arte per reprimere e ricondurre a norma le donne e la loro autodeterminazione.Anche a Venezia il nostro collettivo ha raccolto la sfida nazionale, autoconvocando tutte quelle donne che sono stufe dei continui giochi politici condotti sopra e contro i propri corpi, bisogni e desideri.Per questo siamo orgogliose di aver lanciato un presidio davanti ad uno dei consultori veneziani per giovani, presso l’ex ospedale Giustinan, e di averlo costruito senza chiedere il permesso a nessuno: dopo quanto avvenuto a Napoli abbiamo pensato che non avremmo dato alcuna delega ai partiti di Governo che si sono infatti resi responsabili di aver caricato le compagne romane alle quali va tutta la nostra solidarietà, né alla Polizia di Stato che si è resa responsabile di un’azione intimidatoria e illegittima contro la libera e legittima (anche secondo la legge 194, legge dello Stato) scelta di una donna appena convalescente ed emotivamente fragile.Ci stupiamo ogni giorno di più di quanto le istituzioni siano intrise di cultura patriarcale, e di quanto i vari Ferrara di turno si riempiano la bocca di parole come Vita, Maternità, Pietà, per poi non inorridire sull’enormità di violenza esercitata da tute in divisa con arma a seguito che irrompono in un ospedale pubblico, imponendo interrogatori e costringendo una donna che ha appena effettuato un IVG a “riconoscere” il materiale biologico espulso. Come si fa a non inorridire e a non vedere l’altra faccia della medaglia di concetti come Famiglia naturale, Salvaguardia della Vita? Il loro significato, ormai ben poco recondito, fa rima con violenza patriarcale, istituzione eterosessuale, dominio dell’uomo sulla donna, omofobia, transfobia, razzismo, fascismo.

Siamo felici di aver presidiato con volantinaggi e striscioni l’entrata del consultorio, di aver lanciato una voce diversa per le calli veneziane, di aver coinvolto donne giovani e meno giovani. Per noi è stato un successo che va oltre il conteggio muscolare dei numeri, perché è stato prima di tutto un punto di partenza che ha avuto, nel suo metodo e nelle sue pratiche, la capacità di esprimere ciò che vogliamo: la nostra libertà sui nostri corpi e desideri. Lo striscione che abbiamo appeso al cancello del Giustinian recitava in rosso: fuori il vaticano dai consultori. E’ solo l’inizio!

 

foto presidio 14-02-2008foto presidio 14-02-2008foto 14-02-2008 presidio  

FUORI LA CHIESA E LA POLIZIA DAGLI OSPEDALI - 1 PARTE

Inviato da vengoprima | 16 Feb, 2008

 

Giovedì 7 febbraio è stata approvata dal Consiglio comunale di Chioggia la mozione sulla moratoria dell’aborto proposta dal cinico guerrafondaio mai stato cattolico Giuliano Ferrara. Sollecitata dai fascisti di Azione Giovani e rilanciata da alcuni consiglieri di Forza Italia, non è che il primo atto di un teatro degli orrori che vede imputate le donne e la loro libertà di autodeterminarsi. In Veneto, una regione che conta l’85% di obiettori medici in tema d’aborto, dal 2004 le donne lottano contro la proposta di legge regionale avanzata dal Movimento per la Vita che prevede la libera scorribanda medioevale degli antiabortisti nei consultori pubblici. Nonostante sia passato due volte al vaglio delle commissioni e sia stato fatto “sparire” grazie alla grande mobilitazione femminista che ha visto migliaia di donne a Venezia nell’ottobre 2006, Udc Lega e AN ci riprovano, senza alcun effetto, ogni volta che qualche provocatore maschio riaccende il cerino della legge 194.

 

Come se non bastasse, è giunta la terribile notizia del blitz della polizia al Policlinico di Napoli dovuto, dicono, alla segnalazione anonima di un infanticidio in flagranza (Art. 578 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale), risoltosi nell’ammissione di un normale e legale aborto terapeutico, dopo lunghi e illegittimi interrogatori e sequestro del materiale biologico espulso (previo riconoscimento della “vittima” da parte della madre). Chi ci dice che la telefonata sia mai arrivata? Chi può garantire che non vi fosse tra le corsie un poliziotto in borghese in attesa di poter punire quei medici che non obiettano all’IVG? Viviamo sui nostri corpi un accanimento disumano e rabbioso contro la nostra libertà di scelta, sempre più violento e sempre più ingiurioso. Dalle parole di un personaggio come Ferrara siamo passati alla polizia, finiamo arrestate perchè esercitiamo la nostra libera scelta, perchè non proviamo vergogna nel gridare i nostri bisogni e desideri, perchè siamo femministe e non ci pentiamo, perchè siamo lesbiche e lo diciamo forte, perchè siamo trans e ne andiamo fier*, perchè ci battiamo contro l’imposizione dell’istituzione eterosessuale e dei doveri di moglie e madre che già il fascismo ci costrinse a subire. Non abbiamo paura, nè della polizia nè dei giochi politici che ancora una volta, per l’ennesima tornata elettorale così come per l’ennesimo scambio di favori istituzionali, vengono condotti sopra e contro i nostri corpi. E' chiaro che la proposta di moratoria sull'aborto ha avuto echi straordinari tra gli integralisti che siedono e siederanno nel nostro Parlamento. E' chiaro il servilismo del nostro ceto politico ai diktat vaticani così come pare chiaro che non possiamo accettare una campagna elettorale tutta incentrata su come stigmatizzare i nostri corpi e come limitare la nostra libertà di autodeterminazione.

 

Le compagne napoletane saranno giovedì 14/02/2008 alle 17.00 in presidio in Piazza Vanvitelli. Le donne stanno organizzando ovunque presidi in concomitanza con quello napoletano.

A Venezia chiamiamo tutte le donne e tutte le realtà lgbtq a partecipare alle 15.30 al PRESIDIO davanti all’ex ospedale G. B. Giustinian, Dorsoduro 1454 (Fondamenta Ognissanti) sede attuale del consultorio.