L'aborto non è omicidio

Inviato da vengoprima | 24 Mar, 2008

Riprendiamo questo post dal blog dello Studio Legale Behare, http://studiobehare.splinder.com/

Imperversa da mesi una campagna mediatica contro l'aborto, sia da parte cattolica sia da una parte "laica" (Giuliano Ferrara), condita di riferimenti shock ad "omicidi perfetti", "stragi di innocenti", "madri assassine", e chi più ne ha più ne mette.

Tutto ciò contrasta col diritto vigente e vivente oggi in Italia. Pertanto, prima o poi, chi porta avanti questa campagna ne dovrà rispondere, visto che si è ampiamente oltrepassato il limite della libera manifestazione del proprio pensiero (e della decenza).

L'omicidio secondo l'articolo 575 del vigente codice penale consiste nel cagionare "la morte di un uomo". L'art. 578 punisce "La madre che cagiona la morte del proprio neonato immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto..."[1].

Pertanto, le leggi penali vigenti prevedono l'omicidio vero e proprio nel senso della morte procurata di un uomo, cioè di una persona (maschio o femmina) già venuta al mondo[2], da quando è uscita dalla sfera (riproduttiva) materna in poi; oppure di un neonato appena partorito, fino al caso estremo di un feto durante il parto (naturale).

Quindi, non è considerato, e non è (mai stato, neppure dal Codice fascista) omicidio l'aborto, neppure negli ultimi giorni della gravidanza, purchè precedenti le doglie.
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[1] Per l'art.19 della Legge 194/1978: "Chiunque cagiona l'interruzione volontaria della gravidanza senza l'osservanza delle modalità indicate negli articoli 5 o 8, è punito con la reclusione sino a tre anni. La donna è punita con la multa fino a lire centomila. Se l'interruzione volontaria della gravidanza avviene senza l'accertamento medico dei casi previsti dalle lettere a) e b) dell'articolo 6 o comunque senza l'osservanza delle modalità previste dall'articolo 7, chi la cagiona è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La donna è punita con la reclusione sino a sei mesi. Quando l'interruzione volontaria della gravidanza avviene su donna minore degli anni diciotto, o interdetta, fuori dei casi o senza l'osservanza delle modalità previste dagli articoli 12 e 13, chi la cagiona è punito con le pene rispettivamente previste dai commi precedenti aumentate fino alla metà. La donna non è punibile."

[2] V. art.1 Codice civile: "La capacità giuridica si acquista al momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita".

APPELLO DELLE DONNE DI CHIOGGIA

Inviato da vengoprima | 28 Feb, 2008

MANIFESTAZIONE REGIONALE L'8 MARZO A CHIOGGIA, L'APPELLO DELLE DONNE CHIOGGIOTTE A TUTTE LE DONNE VENETE. CI SI RITROVA ALLE 16.00 IN CAMPO MARCONI, VICINO AL MUSEO S. FRANCESCO L'8 MARZO.

È successo a Chioggia un grave episodio di profonde ripercussioni per le donne, che potrebbe segnare l'avvio di una pratica lesiva della dignità della persona, in contrasto con l'art. 3 della nostra Costituzione Italiana per cui "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."  Il Consiglio comunale di Chioggia, infatti, il giorno otto febbraio alle ore 3.00 ca. ha approvato l'ordine del giorno presentato da due consiglieri di Forza Italia con il quale si chiedeva al consiglio comunale di aderire ad una mozione in linea con la moratoria sull'aborto proposta da Giuliano Ferrara. Il consiglio ha votato favorevolmente anche un emendamento in cui si prevedeva l'istituzione di un fondo per le associazioni ed i movimenti che sostengono la vita.


Ciò che sconcerta è che tale decisione sia stata presa senza alcuno spazio di discussione, senza tener conto del contesto locale e senza che le donne avessero la possibilità di esprimere la propria opinione su un tema che sino a prova contraria riguarda principalmente il mondo femminile e non un consiglio comunale composto da trenta uomini.

Su proposta del comitato donne di Chioggia, comitato apartitico, in collaborazione con movimenti che provengono da Padova e Venezia, si terrà a Chioggia una Manifestazione regionale l'otto marzo alle ore 16.00, in particolare contro tale deliberazione e per riappropriarci del significato dell'8 marzo, Festa internazionale della donna, festa di difesa e di lotta per i diritti delle donne. All'iniziativa hanno già aderito numerosi gruppi organizzati di donne di varie realtà e singole cittadine provenienti da tutta la regione.

Collaborano all'iniziativa:
Comitato 50e50 di Padova, Assemblea194, Radio Sherwood , Donneinmovimento, Associazione Drasticamente.

GRAZIE A TUTTE LE DONNE CHE LOTTANO PER LA LIBERTA' DI SCELTA E PER IL DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE

Invitiamo tutti coloro che vogliono difendere la libertà di scelta e la salute delle donne a partecipare alla manifestazione.

Per adesione, contatti ed informazioni:
cd.chioggia@libero.it
 

 

Alina Marazzi: VOGLIAMO ANCHE LE ROSE

Inviato da vengoprima | 23 Feb, 2008
TUTTE LE ROSE DEL MONDO
di Giuseppe Genna

Vogliamo anche le rose, il film documentario di Alina Marazzi, va visto oggi: oggi che le conquiste di civiltà e di buonsenso vengono messe a repentaglio da un'idea astratta e catechistica e confessionale e spettacolare della vita, che poi va a ridursi ad alienazione, secondo i dettami di coloro che ritengono di tutelare proprio la vita. Nascere grazie a Ferrara, per vedere, con sindrome trisomica, lo stesso Ferrara: ecco una delle cattive tautologie che ci stanno propinando.

vogliamoanchelerose.jpgOggi è un atto di necessità coscienziale per ogni donna e ogni uomo ricordare ciò che non viene più fatto ricordare. Vogliamo anche le rose è un'opera d'arte al meglio dell'espressione: un film profondo, ambiguo, autointerrogantesi e interrogante, memoriale con intensa vocazione al presente e, si spera, al futuro.
La ricerca documentaristica condotta da Marazzi e dal suo staff è a dire poco prodigiosa. Una miriade di immagini dell'Italia ripresa da telecamere Rai ed eiettata dal caleidoscopio dell'opinione pubblica e da filmati privati - questa dioramatica, che è montata in maniera splendida, viene legata dal filo tenace di tre diari femminili - parole che straziano, commuovono, spalancano noi stessi rispetto alle difficoltà che scontiamo oggi nell'essere insieme, nel fare comunità e, al contempo, nel vivere individualmente. (Continua)

Il 21 febbraio sit in autoconvocato a Venezia contro le provocazioni sulla libertà delle donne

Inviato da vengoprima | 20 Feb, 2008
 
Il Pdl3, in discussione nella regione Veneto dal 2006, che prevede nei suoi tre articoli di “regolamentare le iniziative mirate alle informazioni sulle possibili alternative all’aborto” (come chiede del resto quel cinico provocatore guerrafondaio di Ferrara), sarà giovedì 21 febbraio al 7° punto dell’ordine del giorno della discussione del Consiglio regionale.
 
Il collettivo femminista VengoPrima aderisce al sit-in autoconvocato a Venezia davanti a Palazzo Ferro-Fini alle 14 di giovedì 21 febbraio e invita tutti e tutte a partecipare.
Non possiamo permettere che passi l’ennesima provocazione alla libertà delle donne.
Se il Pdl fosse approvato prevederebbe non solo la distribuzione di materiale informativo all’interno dei consultori, ma di fatto la scorribanda, le invettive terroristiche e le grida da caccia alle streghe degli antiaboristi all’interno dei consultori, dei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d’aspetto e negli atri degli ospedali.
20 febbraio 2008
                                                                                                                                             BASTA!!!!