IN CAMPO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE
Inviato da vengoprima | 24 Nov, 2006
LIBERE DALLE VIOLENZE! - LIBERE DI SCEGLIERE!
COLLETTIVO FEMMINISTA e LESBICO
LIBERE DALLE VIOLENZE! - LIBERE DI SCEGLIERE!
Presentato il rapporto a Montecitorio: 500 mila stupri compiuti o tentati e 900 mila ricatti sul lavoro.
MILANO - Dieci milioni di donne, fra i 14 e 59 anni, molestate sessualmente, 500 mila stupri compiuti o tentati e 900 mila ricatti sul luogo di lavoro. È spaventoso il rapporto illustrato a Montecitorio dalla direttrice generale dell'Istat, Linda Laura Sabbadini, alla Giornata parlamentare contro la violenza alle donne organizzata in vista della Giornata europea che ricorre il 25 novembre. «La crescita delle denunce non è necessariamente indice di crescita di violenza - ha sottolineato Sabbadini -. Le denunce possono aumentare perché le donne scelgono di denunciare di più rispetto al passato».
(Continua)L'assemblea promossa dalla campagna Stop precarietà, ora!, svoltasi sabato 8 luglio a Roma, dà l'avvio a un percorso di confronto e mobilitazione che sfocerà in una grande manifestazione nazionale a Roma il 4 novembre 2006 sulla base dell'appello che ha convocato l'assemblea, appello che definisce i primi punti di una piattaforma sociale complessiva [scaricabile nella sezione materiali].
Questo appuntamento ci ha dato lo spunto per iniziare un percorso incentrato sulla precarietà e il genere, un tema veramente molto importante e problematico non solo dal punto di vista pragmatico, cioè tutte le contraddizioni che le varie leggi 30/pacchetto Treu creano affiancate alla discriminazione sessuale sul posto di lavoro, ma che produce numerose sfaccettature anche dal punto di vista ideologico, con idee diverse sulla risoluzione del questione della precarietà attuale che vanno dall’ aspirazione ad una flessibilità come una condizione agita e non subita che possa rappresentare un’alternativa concreta e valida alla condizione del lavoro fordista (la cosiddetta FLEX/SICURITY), alla negazione dell’esistenza di una “flessibilità buona” che reputa illusoria l’idea di poter piegare il capitale alle esigenze del lavoratore e vede come unica soluzione lo scardinamento del capitalismo.
Ovviamente questa manifestazione non sarà un punto di arrivo, viceversa sarà proprio un punto di partenza per il nostro percorso di formazione e di lotta, infatti vorremmo entrare in contatto con le compagne che hanno intrapreso, o vogliono intraprendere, questa questione per confrontarci, creare un dibattito sulla precarietà, in tutte le sue forme, e progettare una strategia comune per abbatterla.
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