IN CAMPO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Inviato da vengoprima | 24 Nov, 2006

 

25 novembre

Il 25 novembre è la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" secondo quanto deciso dall'Onu. Ancora una volta le donne scendono in piazza, in varie forme e modalità in tutta Italia, per riprendersi i loro spazi, per affermare le loro idee. In occasione di questa giornata noi del collettivo VENGOPRIMA!, insieme con le donne dell'ASSEMBLEA194, scendiamo in campo (S.Margherita) con un presidio che evidenzi gli aspetti sia culturali che fisici della violenza subita dalle donne, centrando i temi, data la città in cui viviamo, della violenza psicologica e/o domestica. Inoltre l'iniziativa, più che essere una cosa meramente simbolica, vorrebbe fornire degli strumenti (sebbene limitati) per combattere  materialmente le violenze attraverso l'autodifesa e con il materiale informativo.
 
SABATO 25 NOVEMBRE 006
DALLE 17:OO
 
CAMPO SANTA MARGHERITA 
:::Venezia:::


LIBERE DALLE VIOLENZE! - LIBERE DI SCEGLIERE!


10 milioni di donne vittime di violenza

Inviato da vengoprima | 23 Nov, 2006

Presentato il rapporto a Montecitorio: 500 mila stupri compiuti o tentati e 900 mila ricatti sul lavoro.

 MILANO - Dieci milioni di donne, fra i 14 e 59 anni, molestate sessualmente, 500 mila stupri compiuti o tentati e 900 mila ricatti sul luogo di lavoro. È spaventoso il rapporto illustrato a Montecitorio dalla direttrice generale dell'Istat, Linda Laura Sabbadini, alla Giornata parlamentare contro la violenza alle donne organizzata in vista della Giornata europea che ricorre il 25 novembre. «La crescita delle denunce non è necessariamente indice di crescita di violenza - ha sottolineato Sabbadini -. Le denunce possono aumentare perché le donne scelgono di denunciare di più rispetto al passato».

 (Continua)

::PRECARIETA' e GENERE::

Inviato da vengoprima | 1 Nov, 2006

L'assemblea promossa dalla campagna Stop precarietà, ora!, svoltasi sabato 8 luglio a Roma, dà l'avvio a un percorso di confronto e mobilitazione che sfocerà in una grande manifestazione nazionale a Roma il 4 novembre 2006 sulla base dell'appello che ha convocato l'assemblea, appello che definisce i primi punti di una piattaforma sociale complessiva [scaricabile nella sezione materiali].

Questo appuntamento ci ha dato lo spunto per iniziare un percorso incentrato sulla precarietà e il genere, un tema veramente molto importante e problematico non solo dal punto di vista pragmatico, cioè tutte le contraddizioni che le varie leggi 30/pacchetto Treu creano affiancate alla discriminazione sessuale sul posto di lavoro, ma che produce numerose sfaccettature anche dal punto di vista ideologico, con idee diverse sulla risoluzione del questione della precarietà attuale che vanno dall’ aspirazione ad una flessibilità come una condizione agita e non subita che possa rappresentare un’alternativa concreta e valida alla condizione del lavoro fordista (la cosiddetta FLEX/SICURITY), alla negazione dell’esistenza di una “flessibilità buona” che reputa illusoria l’idea di poter piegare il capitale alle esigenze del lavoratore e vede come unica soluzione lo scardinamento del capitalismo.

 Da profane dell’argomento, abbiamo deciso di affrontare il tema “precarietà e genere” cercando di informarci il più possibile sulle varie correnti di pensiero, attraverso autoformazioni e letture individuali, cercando appunto di districarci da questa jungla di opinioni e concetti. In tutto questo si inserisce l’appuntamento del 4 novembre, al quale abbiamo deciso di partecipare per l'abrogazione delle tre leggi simbolo della politica per la precarietà del governo delle destre, la Legge 30, la legge Bossi-Fini sui migranti, le leggi Moratti sulla scuola e l'università.

Ovviamente questa manifestazione non sarà un punto di arrivo, viceversa sarà proprio un punto di partenza per il nostro percorso di formazione e di lotta, infatti vorremmo entrare in contatto con le compagne che hanno intrapreso, o vogliono intraprendere, questa questione per confrontarci, creare un dibattito sulla precarietà, in tutte le sue forme, e progettare una strategia comune per abbatterla.  

 

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